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Uva Ursina officinale, foglie - Taglio tisana 100 gr

3,75 €
Confezione

Produttore: Impero Natura
Descrizione

Uva ursina è una pianta dalle proprietà curative, tradizionalmente impiegata in omeopatia nel trattamento della cistite e delle infezioni delle vie urinarie, il principio attivo che contiene l'uva ursina è l'arbutina, idrolizzata a livello intestinale, tramite enzimi, con immediata liberazione di idrochinone che viene eliminato dalle vie urinarie dopo glucuro e sulfoconiugazione.

Attività principali

  • antisettico urinario

Impiego terapeutico

  • cistite acuta
  • cistite recidivante
  • uretrite
  • colibacillosi

Proprietà Benefiche

L'Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un'infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un'azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore.

Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell'uretrite, nella colobacillosi.

Un'indicazione interessante, in ambito geriatrico, è l'ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere.

Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsirisolutiva.

Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici.

Nella scelta e nell'uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l'Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.).

La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all'Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più.

Controindicazioni

Secondo la monografia della Commissione E tedesca, la posologia giornaliera normalmente consigliata corrisponde all'ingestione di 400-840 mg/die di idrochinone: «sembra che la consumazione quotidiana di 300-500 mg di questo chinone non induca alterazioni ematiche ed urinarie osservabili.

Tuttavia in assenza di lavori specificatamente dedicati alla valutazione della tossicità (in particolare epatica) e della cancerogenicità della pianta e delle sue preparazioni, si impone una certa prudenza.

E del resto un atteggiamento prudente quello che induce, in Germania, a sconsigliare l'uso della pianta alle donne in gravidanza e ai bambini di meno di 12 anni e a limitare il trattamento ad una settima (non più di 5 trattamenti per anno senza consiglio
medico)»

Si ricorda, inoltre, che i tannini irritano la mucosa dello stomaco; ciò può provocare nausea e vomito. L'aggiunta, a preparazione avvenuta, di foglie di Menta, può contrastare tale effetto.

L'uso è sconsigliato, quindi, nei pazienti gastrosensibili, durante la gravidanza e l'allattamento, ed in pediatria.

Da evitare l'assunzione concomitante di sostanze o cibi che acidificano le urine (perdita delle proprietà antibatteriche).

È importante avvertire il paziente che l'assunzione della pianta provocherà la colorazione delle urine in bruno-verde (idrochinone).

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